La seconda norma di maestra
Non ho mai capito perché mi attirasse così tanto quel mobile nero appoggiato al muro, proprio di fronte all’ingresso; era un vecchio pianoforte che nessuno usava. Qualche volta, mentre le suore dell’asilo erano distratte, mi avvicinavo, e mi arrampicavo sull’altissimo sgabello, aprivo con tutte le forze il pesantissimo coperchio che nascondeva quei tasti bianchi e neri, e goffamente suonavo qualche nota con le mie piccole dita. Un secondo dopo, le tre suore presenti mi sgridavano in coro, avvicinandosi a me, io, seppure sopra lo sgabello, vedevo quelle enormi figure nere, che evidentemente non mi volevano bene; perché mi impedivano di suonare?
