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domenica 28 settembre 2025

Siate Tuttologi

 



Siate Tuttologi, non esiste altra strada per poter pensare che la liberazione della nostra terra sia fattibile.

E' facile se non si ha la giusta preparazione venire convinti e abbagliati dalla parlantina del primo furbetto che ha una particolare preparazione in argomenti specifici.

La nostra nazione non si libera con l'economia, non si libera con investimenti altrui, non si libera con foglietti depositati dentro le urne altrui, le urne di chi ci colonizza.

Non si libera promettendo sicurezza economica a patto di venire omaggiati da una bella poltrona alle votazioni statali italiane per la regione sardegna.

I candidati non sono mai le stesse persone degli eletti, le crocchette statali contengono sicuramente qualche sostanza che offusca sia la dignità che l'onore.

Nonostante che il sottoscritto per oltre vent'anni abbia convintamente esercitato il diritto di dissentire dall'approvare e riconoscere occupazione italiana in terra di Sardegna e da tutte le sue storture, elezioni e referendum compresi, devo ammettere che non esiste solo la strada del diritto internazionale per la realizzazione dello stato sardo.

Ma sono sardo, e da sardo colonizzato nella concretezza ma non nella mente, mai e poi mai avallerò l'idea che possiamo cercare libertà con le regole del colonizzatore, e i referendum sono cosa italiana, le votazioni sono cosa italiana, i sindaci sono cosa italiana, i sindacati sono cosa italiana, gli albi professionali idem, come pure la informazione che ci viene propinata.

So per certo che la mancanza di cultura, di vera cultura, può portare i sardi a venire abbagliati dalla parlantina dell'ultimo venuto, ma i sardi non hanno la memoria corta, prima o poi presenteranno il conto. 

In estrema sintesi tutte queste cose appartengono al "diritto positivo del colonizzatore".

Non biasimo e non mi contrappongo affatto a chi lotta per la decolonizzazione e libertà secondo le regole italiane, hanno una loro logica ferrea, ammetto anche che referendum e votazioni con risultanze di una forte impronta sardiana siano gran bella cosa, ma essendo certo che possiamo trovare decolonizzazione e libertà solo tramite il diritto internazionale (e non secondo il diritto italiano) ai mille amici che insistono per volermi convincere di deroghare per una volta alle mie convinzioni, faccio sapere che hanno tutta la mia approvazione e vicinanza, ma mai mi vedranno entrare in una cabina elettorale o mettere una firma per qualsivoglia referendum italiano.

La prossima volta che metterò un foglio di carta dentro un'urna sarà in occasione delle prossime, ineluttabili elezioni indette dal neonato Stato Sardo.

Cultura e decolonizzazione reale sono l'unica strada per la liberazione, lasciamo andare i furbi erutiti e superscolarizzati e per una volta e tante altre volte ancora, ascoltiamo attentamente i cosiddetti tuttologi, così tanto ridicolizzati da chi non ci vuole bene, perchè essere tuttologi non è un difetto ma un grande pregio.

mercoledì 20 agosto 2025

La forza ancestrale di chi è nato libero.

 












































 

 Aspettando il liberatore, testo di Mariano Abis 


Perchè il popolo sardo non ha bisogno di essere liberato.

La differenza tra due termini che sembrano simili non viene colta dai più.
 

Sento tanti indipendentisti anche di ampio spessore affermare che la Sardegna deve essere liberata.

Niente di più controproducente.

Chi viene liberato ha dei doveri, quanto meno morali, ma anche fisici, verso il "liberatore".

La strada per la libertà del popolo sardo passa per un'altra via, molto più immediata e conveniente, oltre che fattibile.

 Diceva Macchiavelli che a liberare un popolo che vuol restare servile, si rischia quanto voler schiavizzare un popolo che vuole restare libero.

Non mi stancherò mai di ripetere che la libertà del popolo sardo passa indispensabilmente per la riappropriazione della propria cultura, e la rivalutazione della sua storia.

In questo non interferiscono fattori economici, possiamo essere poverissimi, oppure ricchissimi, ma se non abbiamo ri-assimilato fattori culturali propri del nostro popolo, la nostra libertà sarà parziale, fittizia e illusoria.

Prima di impegnarci in lotte di liberazione, occorre agire sul substrato culturale dei sardi, occorre che il popolo sardo si riappropri del suo orgoglio ancestrale.

Non facciamo l'errorre di fondo che stanno commettendo i catalani o gli scozzesi, che vorrebbero liberarsi dalla spagna e dalla gran bretagna, per abbracciare la piovra delle fetenzie europee.

oncludendo, non crediate alle fandonie di chi si offre per liberarvi, credete piuttosto nella possibilità che abbiamo di agire mirando alla nostra piena autodeterminazione.

Così come ogni uomo e ogni donna, sia esso sardo o meno, ha dentro se stesso i cromosomi che lo rendono libero dalla sua nascita, così anche il popolo sardo ha dentro di se la forza ancestrale che certifica che è nato libero.


sabato 25 gennaio 2025

Il mio personale codice etico

 



E' dai tempi delle elementari (la scuola, magnifico e perverso strumento di crescita e alienazione) che è entrato in me, inconsciamente, il germe della simbiosi assertiva, per opera di una splendida maestra, della quale non ricordo il nome, graziosissima e paffutella, dai modo simpatici e aggraziati, una delle persone, dopo i miei genitori, che scelsi di prendere ad esempio di vita.
Ha insinuato in me la malattia delle condivisioni, delle collaborazioni, dell'imparare senza soffrire, senza sforzarsi troppo, sempre con la sua aria rassicurante, che trasmetteva calma e serenità.
Ah, la scuola del passato, del passato remoto, la ricordo con piacere, quando lo stato era meno invadente, nel voler a tutti i costi imporre le sue vedute derivate da concezioni che non appartengono al dna della gente.
Allora regnava la naturalità dell'agire, ci piaceva quando, durante una splendida giornata primaverile, lei ci portava per le strade polverose di campagna, a sentire i profumi di infiorescenze delicate e gradevoli anche alla vista.
E mi piacevano, ancora, un po' più grandicello, le collaborazioni con mio cugino, che non c'è più, ma che esiste ancora da qualche parte, forse in un'altra dimensione, immersi in una natura che desiderava il nostro intervento, impegnati in lavori leggeri, consoni alla nostra giovane età.
E ricordo la preparazione agli esami di maturità, in sinergia con il mio grande amico e "goppai" Raffaele, immersi anche quelle volte nella naturale ruvidezza di una natura ostile sotto certi versi, ma incontaminata, che dava un senso di pace, che ci faceva capire che non esistono solo i fumi della saras, immersi nella penombra delle piante secolari di punta maxia.
E ricordo le collaborazioni artistiche con Giampietro e Checco, impegnati nella realizzazione di enormi pannelli e murales, concatenati con la nostra appartenenza ai gruppi teatrali di teatro documento e fueddu e gestu.
Un collaborare e sinergizzarci anche in quel difficile campo che allora ci sembrava più grande di noi, e dal quale ne siamo usciti egregiamente, con lavori che qualcuno ricorda ancora, ricorda con piacere, che qualcuno reputa ieri come oggi dopo tanto tempo ancora originali.
Ricordo la proficua collaborazione in ambito tecnico con il grande Gianni, ineguagliabile icona dei tecnici teatrali.
E, partito dalla Sardegna, e sbarcato in Friuli, ho trovato amici e colleghi con cui condividere competenze in ambito lavorativo, colleghi friulani, veneti, calabresi, pugliesi, sloveni e croati.
Grazie bella e assertiva Daniela per avermi indirizzato verso concetti che fino ad allora non avevo mai preso in considerazione e che hanno fatto da catalizzatore favorendo gli avvenimenti di grande spessore dopo dono ricevuto il 22 Dicembre 2010.
E infine l'esplosione incontrastabile della mia grande passione, che la mia antica maestrina, ma soprattutto la mia carissima zia Gianna, mi hanno inoculato, come un benefico virus che (forse) mi ha salvato da un disagio lavorativo, come una valvola di sfogo a problematiche sociali, la passione per la lettura e la scrittura.
Grazie, zia Gianna, sei stata molto importante per me, anche se non lo sai.
Ho scoperto che quella passione doveva essere trasmessa, e allora mi è venuto spontaneo accettare l'offerta di collaborazione de ilsovranista, nella cui redazione ho trascorso momenti indimenticabili, le stesse sensazioni che mi trasmetteva l'appartenenza ad un prestigioso giornale come è stato, ed è, Linea QN, grazie per avermi accettato, nonostante i miei pochi meriti e le eteree capacità comunicative.
E poi, ultima, ma non ultima, la mia appartenenza al Movimento che libererà i sardi, mi ha reso la vita meno conforme, meno schematizzata; lo sapete, non rinuncio alle mie idee, le difendo con passione, a volte in maniera maldestra, le esprimo anche se possono sembrare un po' strampalate, anche in materie difficili e delicate come la formazione di giovani vite, lavoro proiettato nel futuro prossimo di una auto gestione del popolo sardo.
Grazie anche a voi, di avermi dato l'opportunità di partecipare al Governo Provvisorio dei Sardi, esprimere liberamente cosa intendo per istruzione, parola che non accetto del tutto, preferisco parlare di auto istruzione, auto educazione e auto formazione.
In preparazione di una vita futura fatta di concretezze e voli, di realizzazioni pratiche e mentali, in preparazione non certo al lavoro, ma alle produzioni siano esse indirizzate alla vita reale o alla affermazione culturale quantica del mio popolo.
So solo che il compito che mi avete affidato, lo ho indirizzato verso traguardi che dovrebbero poter esprimere la personalità di giovani vite in maniera naturale, senza alcun tipo di condizionamento esterno, un po' sulla falsariga degli insegnamenti di Silvano Agosti, o se volete su concetti steineriani, o rodariani, ma sempre e comunque miei personali.
Concetti adattati però a quel particolarissimo popolo che ha già in se stesso codici d'onore che non vorremmo mai stravolgere, convinti come siamo che la naturalità dei comportamenti universalmente riconosciuti come validi, non possono essere sostituiti o inquinati da regole artefatte, codicilli, o norme , o leggi create ad uso e consumo del potere.
Nella Sardegna destinata a liberarsi non imporremo mai una cosa del genere, non ci interessa creare soldatini ubbidienti a uso e consumo dello stato, della sua grandezza economica, utili al decollo del pil economico, preferiamo l'affermazione del pil della felicità.
Noi amiamo il nostro passato, ricordiamo di essere stati un Grande Popolo, la matrice di ogni civiltà, non dimentichiamo quello che siamo stati, perchè ne siamo orgogliosi, siamo orgogliosi della struttura sociale e meritocratica dell'antico popolo sardo, e del codice barbaricino che racchiude in se un indefinibile senso ancestrale, che solo noi sardi, e chi ama la nostra cultura ruvida e contadina, può capire ed apprezzare.
Noi amiamo quello che dopo la Antica Civiltà Sarda come un automatismo si è trasformato in sistema giudicale antesignano di corretta justizia, sistema che ha trasmesso la seconda fase della liricità della nostra lingua, accompagnando i colori e i profumi di Sardegna.
Amiamo l'orgoglio di popolo, amiamo i nostri particolarsmi, le nostre specificità che, anche se questi sono tempi cadenzati da oscurantismi globalizzanti, non si estingueranno mai, e, se ne avremo la forza di divulgarli, diventeranno un esempio da seguire, e non solo nell'isola di Sardegna.
Mariano Abis.
 

venerdì 24 gennaio 2025

Diario della resistenza, i primi cento giorni, a cura di Luisa Cighetti










Diario della resistenza, i primi cento giorni, a cura di Luisa Cighetti



Diario della Resistenza
Sabato 6 luglio.
A Selargius, dove la Terna ha espropriato un terreno, gli attivisti riparano i danni causati dal cantiere mettendo a dimora gli ulivi sradicati. Un gesto denso di significato. Da lunedì ci sarà un presidio fisso.
Nel pomeriggio ad Oristano si è svolta la carovana del dissenso organizzata dal comitato Ajo' Stop Devastazione di Oristano. La carovana di macchine ha percorso il centro storico di Oristano per concludere con interventi mirati al Porto, proprio davanti alle mostruose pale che sono state scaricate. È ferma intenzione della resistenza sarda non permettere l'uscita delle pale dal Porto.
Ad Orgosolo nell'aula consiliare si scrive la legge di Pratobello. I comitati sono all'opera per definire i dettagli, le modifiche e le integrazioni. La legge di Pratobello fisserà una serie di vincoli alle maxi pale e alle distese fotovoltaiche.
Il Comitato Tutela del Territorio sardo di Oristano mette sulla piattaforma YouTube un video musicale intitolato Grido di Battaglia.
Domenica 7 luglio. All'alba gli operai di Terna, a Selargius, hanno nuovamente espiantato gli ulivi. Il presidio inizia oggi. Stanno arrivando rinforzi dal nuorese con nuovi alberi che possano reggere il caldo di luglio. Questa è diventata la guerra degli ulivi.
Intanto il video Grido di battaglia in un giorno ha totalizzato più di 5000 visualizzazioni. È acclarato che sarà il nostro inno.
Lunedì 8 luglio. A Selargius gli operai della Terna non osano farsi vedere. Al presidio sta arrivando gente da ogni dove. Si stanno piantando alberi. Nel pomeriggio sono arrivati alberi dal nuorese.
Intanto nel silenzio generale il promontorio sopra la valle della Luna di Aggius si sta riempiendo di pale eoliche e proseguono indisturbate le installazioni di impianti in Gallura inghiottendo sempre più territorio.
Il Times ci dedica un articolo. Cominciamo ad essere meno invisibili.
Martedì 9 luglio. Alle 19 dal Porto di Oristano è uscito un mezzo con un pezzo di una pala eolica diretto a Marrubiu. A contrastare il mezzo un attivista da solo, Luigi Salis.
Domani si decide come organizzare il presidio al porto.
A Selargius si è tenuta una riunione alla presenza di comitati e sindaci.
Mercoledì 10 luglio. In seguito ad un nuovo allarme scattato in chat nel primo pomeriggio, alcuni attivisti si ritrovano al Porto di Oristano. Si decide di far partire il presidio fisso che, dai pochi attivisti iniziali nel giro di poche ore diventa di una sessantina di persone.
Giovedì 11 luglio. Al porto di Oristano la giornata inizia male. Quando i mezzi con le pale sembrano pronti per uscire i presidianti sono sette. Scattano appelli a tutto e a tutti. Nel corso della giornata si aggiungono persone. Nel pomeriggio arrivano rinforzi dal nuorese e dal sassarese, in serata da Cagliari. I mezzi non hanno tentato di uscire dal porto. La notte trascorre tranquilla.
Venerdì 12 luglio. Il presidio a Selargius continua. Il presidio al porto di Oristano continua. Nel pomeriggio, a Santa Giusta ( Oristano ) davanti al Comune e di fianco alla scultura di Salvatore Garau ricoperta da uno striscione di protesta, si tiene una manifestazione organizzata da Ajò Stop Devastazione di Oristano. Tra gli interventi
anche turisti in vacanza in Sardegna.
Sabato 13 luglio. In mattinaia i Comitati si spostano da Selargius a Terra Mala per un suggestivo flash mob marino per protestare contro il Tyrrhenian Link. Al Porto di Oristano continua il presidio.
Domenica 14 luglio. Al presidio del porto di Oristano si tiene una riunione per pianificare una strategia. Interviene anche un avvocato votato alla causa.
Nottetempo c' è movimentazione di mezzi di supporto.
Lunedì 15 luglio. Scatta l' allarme già di prima mattina al presidio del porto. Si segnalano diversi mezzi pesanti all'entrata. È allarme generale. Si prevede il tentativo di uscita dei mezzi con le pale nel tardo pomeriggio o in serata. Nel pomeriggio si svolge la riunione regionale alla presenza del comitato di Uta e No Tyrrhenian Link.
Alla riunione si presentano il sindaco di Oristano e un consigliere regionale. Il dibattito è acceso. In tarda serata succede quanto previsto. Un mezzo con la pala sce dal porto. È bloccato dagli attivisti fino a notte inoltrata. È la prima vittoria.
Martedì 16 luglio. La situazione al Porto di Oristano è tranquilla. Alla consueta riunione delle 18, 30 sono presenti oltre 100 persone.Tutti nuovi arrivati.
Il presidio sta crescendo in modo esponenziale.
A Quartu Oggi è stato impedito a molti militanti del Comitato locale di assistere al Consiglio Comunale.
Per protesta il Comitato ha occupato la sala, chiedendo un Consiglio Comunale aperto, democratico e libero, per discutere in trasparenza assoluta le scottanti questioni legate al Tyrrhenian Link.
Mercoledì 17 luglio. Nella notte tra il 16 e il 17 luglio al Porto di Oristano esce un mezzo con componenti per pale eoliche. A contrastarlo una quarantina di attivisti, quelli rimasti di presidio notturno. Alle 14 c'è lo sgombero forzoso del presidio autorizzato. La consueta riunione delle 18,30 si tiene senza la schermatura solare
dei gazebo. Alle 22 c' è il blocco simbolico di un convoglio di tir carichi di componenti di pale eoliche. Presenti anche Mauro Pili, l'attrice Caterina Murino e il direttore dell'Unione sarda.
Giovedì 18 luglio. Al Porto di Oristano si tiene la consueta riunione delle 18, 30. Alle 20 si rallentano i mezzi per la quarta notte consecutiva.
Venerdì 19 luglio. Anche Villacidro è in rivolta. Nasce un nuovo presidio ai lati del terreno dove è stata trasportata una gigantesca pala dal Porto di Oristano. A Luras nasce una mobilitazione per tutelare i vigneti. A Orosei si approva una mozione per porre vincoli a difesa del mare. Lotta ad oltranza anche a Scanu Montiferro, Tulo e Guspini. La protesta dilaga per tutta la Sardegna. Al Porto di Oristano si tiene la
consueta assemblea delle 18,30 anche senza presidio, presidio che al momento è solo sospeso. Di notte c'è il rallentamento dei convogli ad opera di un centinaio di manifestanti accorsi da ogni dove.
Sabato 20 luglio. Al porto di Oristano si tiene la consueta riunione delle 18, 30. Le presenze sono numerose e vengono da tutta la Sardegna. I mezzi pesanti non escono dal porto. A Nurri al tramonto si tiene una simbolica preghiera collettiva presso il nuraghe Is Cangialis.
Domenica 21 luglio. A Isili si tiene un flash mob. Al porto di Oristano c è la consueta assemblea delle 18, 30. È una giornata tranquilla, anche la notte trascorre tranquilla. Non escono mezzi.
Lunedì 22 luglio. La situazione al porto di Oristano è senza variazioni di sorta. Ancora senza un posto per poter riprendere il presidio. Posto che si sta cercando. Si tiene la consueta riunione delle 18, 30 stavolta ai bordi strada perché la Capitaneria non tollera più gli attivisti nell' area del parcheggio. Alle 22 escono i mezzi, a rallentarli una quarantina di persone.
Martedì 23 luglio. A sorpresa, al Porto di Oristano, i mezzi escono alle 16, spiazzando i pochi attivisti presenti.
Mercoledì 24 luglio. Al porto di Oristano escono diversi mezzi sia il mattino che il pomeriggio. Alle 19 è pronta anche una elica gigantesca. Gli attivisti scrivono la protesta con il gesso sull'asfalto.
Giovedì 25 luglio. L' elica gigantesca esce dal porto alle 5 del mattino. Nel parcheggio della capitaneria vengono posti cartelli di rimozione forzata in caso di parcheggio. Nel pomeriggio a Cagliari si tiene un corteo contro la legge attualmente in discussione che prevede un inasprimento della pena in caso di manifestazioni.
Venerdì 26 luglio. A Desulo il Comitato Tecnico Scientifico per l'insularità incontra la Todde. Al porto di Oristano Il presidio è momentaneamente sospeso. Ai presidianti è preclusa l'area di fronte alla Capitaneria di Porto e, nonostante la richiesta inoltrata via Pec al Consorzio Industriale, non è concesso nemmeno rimanere ai bordi strada nei pressi del Porto.
Sabato 27 luglio. Ad Orgosolo davanti a 20 sindaci ( su 26 invitati ) e con una numerosa platea arrivata da tutta la Sardegna viene resa nota la Legge di Pratobello ormai perfezionata e definita. Adesso occorreranno 10.000 firme. Al Porto di Oristano il presidio è sempre momentaneamente sospeso in attesa di trovare un posto con le
dovute autorizzazioni.
Domenica 28 luglio. Al presidio "La rivolta degli ulivi" di Selargius si tiene un confronto con compagni di lotta corsi. Il presidio del Porto di Oristano è ancora sospeso.
Lunedì 29 luglio. Nel pomeriggio a S'Archittu ( Oristano ) dove sono previsti degli impianti off shore si tiene una manifestazione organizzata dal comitato Ajo' Stop Devastazione di Oristano. Il presidio al porto è sempre sospeso.
Martedì 30 luglio. Il sindaco di Orgosolo manda una PEC a tutti i comuni della Sardegna. A partire da domani sarà possibile firmare nel proprio comune di residenza per la Legge di Pratobello.
Mercoledì 31 luglio. Dalla mattinata è possibile firmare nei comuni per la Legge di Pratobello. Nel pomeriggio, ad Abbasanta, durante l'assemblea ANCI c'è un focus sull'energia e sulla richiesta di coinvolgimento nelle decisioni da parte dei sindaci. La Regione Sardegna fa ricorso al Consiglio di Stato dopo la bocciatura al tar del piccolo comune di Tuili per quanto per quanto riguarda il progetto di agrivoltaico in prossimità del sito archeologico di Barumini. Intanto fioccano altre 11 denunce ai presidianti del Porto di Oristano, rei di aver ostacolato con il proprio corpo il passaggio dei mezzi.
Giovedì 1 agosto. A Genoni nel pomeriggio si tiene l'assemblea territoriale. Presenti i sindaci e i comitati della zona. L' assemblea richiama moltissime persone e si protrae fino a notte inoltrata con musiche popolari.
Venerdì 2 agosto. A Macomer la Todde è invitata a una assemblea pubblica con  sindaco di Macomer, il presidente dell'Unione Comuni del Margine, l'assessore regionale all'urbanistica. Assente l'assessore all'industira in evidente conflitto di interessi.
Sabato 3 agosto. L' Associazione Liberanimos di Oristano organizza un Duram Adam a Torre grande allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sui danni della speculazione energetica.
Domenica 4 agosto. Niente di rilevante.
Lunedì 5 agosto. Nel pomeriggio riunione del Comitato del territorio sardo di Oristano a Santa Giusta per decidere il dopo presidio. A Nora, la sera, consiglio comunale
aperto congiunto dei comuni di Pula, Villa San Pietro, Sarroch, Domus de Maria e Teulada per parlare dei progetti off shore previsti. Presenti anche comitati e associazioni contrari alla speculazione energetica.
Martedì 6 agosto. A Uta parte il primo banchetto per raccogliere le firme per la legge
di Pratobello. Il comitato di Uta riesce a raccogliere 400 firme nella giornata. Un successo. Ad Oristano i presidianti del Porto organizzano una riunione e all'ultimo momento cambiano luogo di incontro. Depistati la Digos e i giornalisti.
Mercoledì 7 agosto. A Villacidro dalle 19 si tiene un' assemblea pubblica. Numerosi i presenti e gli interventi.
Giovedì 8 agosto. Alle 19 presso il nuraghe Cuccurada a Mogoro, si tiene il consiglio comunale. Approvato all'unanimità il respingimento del progetto di agrivoltaico che interessa il comune.
Venerdì 9 agosto. Negli uffici comunali della Sardegna si segnalano file per poter firmare per la legge di Pratobello.
Sabato 10 agosto. Si moltiplicano in tutta la Sardegna i banchetti per la raccolta firme. In giornata si sono già raggiunte le 10.000 firme. A Capo Frasca si tiene una
manifestazione in mare.
Domenica 11 agosto. Il Comitato del territorio sardo di Oristano organizza un evento che dura l' intera giornata, a Santa Giusta. Intanto si continuano a raccogliere firme nei banchetti di tutta l' isola. Record di firme a Serramanna: in un solo giorno raccolte 1.000 firme. Complessivamente sono già oltre le 30.000.
Lunedì 12 agosto. A Cagliari, il mattino, riunione pubblica davanti alla Procura per presentare un esposto contro la speculazione energetica. A S'Archittu, al tramonto, performance artistica e musicale organizzata dal comitato Tutela Montiferru. In giornata, a Bauladu, si tiene la riunione del Coordinamento dei Comitati.
Martedì 13 agosto. Il collettivo ArtEntu organizza una manifestazione a Sassari con il candeliere "in Azzadda". Intanto i presidianti del Porto di Oristano si riuniscono.
Mercoledì 14 agosto. Continuano i banchetti per raccogliere le firme per la legge di Pratobello. Sono presenti anche nelle numerose sagre di Ferragosto.
Giovedì 15 agosto. Anche a Ferragosto di raccolgono firme. A Berchidda in occasione del festival Time in jazz viene organizzato un flash mob.
Venerdì 16 agosto. Continuano i banchetti per raccogliere le firme per la legge di Pratobello.
Sabato 17 agosto. La legge di Pratobello sta per raggiungere le 50.000 firme. In serata i presidianti del Porto organizzano una pizzata. Ormai sono diventati buoni amici.
Domenica 18 agosto. Niente di rilevante.
Lunedì 19 agosto. A Serdiana assemblea pubblica organizzata dal Comitato difesa del territorio del Parteolla, Comitato appena costituito.
A Portoscuso il Comune e il Comitato No speculazione energetica Carloforte organizzano un'assemblea pubblica.
Martedì 20 agosto. I presidianti del Porto di riuniscono.
A Tortolì si svolge un' assemblea pubblica promossa da un comitato. Ormai le assemblee pubbliche non si contano più.
Mercoledì 21 agosto. La Regione convoca alcuni comitati e associazioni per stabilire di comune accordo le aree idonee. Ovviamente viene ribadito dai comitati che non esistono aree idonee. Il sindaco di Orgosolo lascia la riunione anzitempo, visibilmente schifato.
Giovedì 22 agosto. I presidianti fanno una comunicazione stampa al Porto di Oristano ribadendo che non esistono aree idonee, questo in risposta alla convocazione alla RAS di ieri. Intanto in Regione vengono convocati altre associazioni e gruppi ambientalisti.
Venerdì 23 agosto. Ad Oristano manifestazione organizzata da Ajo' Stop Devastazione. È presente anche l' artista Manu Invisible.
Sabato 24 agosto. Ad Oristano l' Associazione culturale Liberanimos di Oristano organizza un convegno dibattito molto partecipato. A Villacidro in serata il nuovo comitato di Villacidro organizza una fiaccolata con dibattito finale che si protrae fino a notte inoltrata.
Domenica 25 agosto. Il Comitato Ventu Hontrauriu di Orgosolo organizza un'assemblea pubblica ad Orgosolo.
Lunedì 26 agosto. Proseguono in tutta la Sardegna i banchetti della raccolta firme per la legge di Pratobello.
Martedì 27 agosto. I presidianti del Porto si riuniscono e ricompattano le fila.
Mercoledì 28 agosto. I banchetti lavorano incessantemente in tutta la Sardegna. La Todde riunisce gli assessori. Trapelano indiscrezioni.
Giovedì 29 agosto. Continua il tour Pratobello 24 per la raccolta firme.
Venerdì 30 agosto. Prova generale della manifestazione che si terrà dopo la raccolta irme: a Cagliari manifestano in migliaia. In serata assemblea in pubblica piazza ad Arbus. Un altro record di firme in una serata: a Iglesias raccolte 1000 firme.
Sabato 31 agosto. Il Pratobello tour registra un altro record a Sestu: oltre 1.000 firme in un giorno. I banchetti non si contano più. A Castelsardo la prima danza in cerchio sacro contro la speculazione energetica.
Domenica 1 settembre. I banchetti sono operativi anche di domenica.
Lunedì 2 settembre. In serata si fa il punto della situazione in un' assemblea pubblica a Nurri.
Martedì 3 settembre. La Todde inizia il tour per incontrare i sindaci: comincia dalla provincia di Oristano. In serata i presidianti del porto si riuniscono.
Mercoledì 4 settembre. Assemblea popolare pubblica a Serdiana con la partecipazione dei sindaci di Serdiana e Dolianova.
Giovedì 5 settembre. Dal porto di Oristano, alle 23, esce una pala diretta a Villacidro. Alle 24 si incastra allo svincolo della 131 per Samassi.
Venerdì 6 settembre. La pala rimane incastrata fino alle 15 causando notevoli disagi alla circolazione. In mattinata ad Oristano si svolge una riunione dei sindaci della provincia di Oristano voluta dal sindaco di Oristano. Alla riunione partecipa anche una delegazione dei presidianti del porto.
Davanti alla regione un pacco di generi alimentari viene scambiato per un pacco bomba.
Sabato 7 settembre. Ad Orgosolo incontro dibattito con Mauro Pili. Ad Esterzili assemblea territoriale promossa dal Comitato Sarcidano. A Pattada assemblea pubblica organizzata dal Comitato No in palas nostras. A Tiana incontro pubblico in sala consiglio. Numerosi i banchetti in tutta l' isola.
Domenica 8 settembre. Mercato contadino presso il presidio La rivolta degli ulivi di Selargius. In tutta l' isola proseguono i banchetti per la raccolta firme. È l' ultima settimana di raccolta e i banchetti si intensificano.
Lunedì 9 settembre. Prosegue il tour della Todde per incontrare i sindaci: è la volta di Nuoro. I banchetti non si fermano nonostante la pioggia.
Martedì 10 settembre. Alle 4 a Tuili vanno in fiamme 2.000 pannelli fotovoltaici stoccati in un terreno, pronti per essere installati. Il Comitato del No presenta oltre 19.000 firme per il referendum consultivo alla corte d'appello di Cagliari.
Mercoledì 11 settembre. Alla procura di Cagliari viene presentato il secondo esposto. A Borore conferenza dibattito organizzata dal comitato Coro e Bentu.
Giovedì 12 settembre. Giorno di presentazione delle aree idonee alla Regione. Moltissimi sindaci rispondono giustamente picche.
Venerdì 13 settembre. Giornata ricca di avvenimenti. Sono gli ultimi giorni per poter firmare per la legge di Pratobello e le manifestazioni si intensificano. A Bitti conferenza con Mauro Pili, Marta Tola e Luigi Pisci. A Bosa incontro pubblico. A Selargius, al presidio La Rivolta degli ulivi, l' evento 10 annos de guerra 10 annos de resistenzia. A Marina Piccola di Cagliari il comitato Bentus de Libertade organizza un evento con interventi, musica e banchetti.
Sabato 14 settembre. Conferenza a Pozzomaggiore. Penultima giornata per i banchetti: sono ovunque nell' isola.
Domenica 15 settembre. Ultimo giorno dei banchetti. Domani si potrà firmare solo in Comune. Al presidio di Selargius si tiene il mercato contadino. C' è l'ombra di un imminente sgombero. Il presidio è al suo 72simo giorno. A Bonarcado assemblea popolare. La giornalista Raffaella Regoli è in Sardegna per un servizio per Fuori dal Coro: visita il cantiere di Villacidro, il presidio di Selargius e Tuili, dove ci sono i resti dei pannelli fotovoltaici bruciati.
Lunedì 16 settembre. Le firme per la Pratobello vengono consegnate ai comuni. Nel pomeriggio manifestazione a Cagliari davanti alla RAS. Alle 18 la manifestazione prosegue con un convegno a Teatro Doglio. La sera, a Sassari, flash mob "una penna al vento" con le penne che sono servite a firmare la Pratobello.
Martedì 17 settembre. A centinaia i volontari fanno staffette per fare arrivare le firme ad ogni Comune. A Selargius consiglio comunale aperto. Comincia il sindaco di Scano Montiferru ad emettere un' ordinanza che vieta il transito dei mezzi pesanti che trasportano componenti degli impianti eolici. È l'inizio di una nuova battaglia.
Mercoledì 18 settembre. Continua il laborioso lavoro di consegna delle firme raccolte. A Ussana, in serata, conferenza dibattito. Fuori dal coro ci dedica un servizio.
Giovedì 19 settembre. La Todde si blinda con la Giunta che approva il disegno di legge sulle aree idonee. Un altro Comune, Sinnai, boccia il progetto per l'installazione di pale eoliche presentato da una ditta privata a maggio,
documentando con un circostanziato studio tecnico. Continua il conteggio delle firme della legge Pratobello.
Venerdì 20 settembre. Villanovaforru la spunta: niente nuove pale o potenziamento delle esistenti: il territorio è vincolato dai beni archeologici. A Ussana assemblea pubblica sullo stato dell'arte di due progetti presentati. Continua il lavoro di vidimazione delle firme.
Sabato 21 settembre. Dibattito pubblico ad Oristano promosso da Bachisio Bandinu. A Barumini si tiene l' evento Entula con interventi e musica.
Domenica 22 settembre. Si lavora al conteggio delle firme anche di domenica. Dopo cinque giorni si è già a 120.000, ma ce ne sono ancora una valanga da controllare. Si organizzano bus in tutta l'isola per la grande manifestazione del 2 ottobre a Cagliari.
Lunedì 23 settembre. Assemblea pubblica a Mamoiada. Quarta repubblica di rete 4 ci dedica un servizio in tarda serata, dopo le 24.
Martedì 24 settembre. Anche il consiglio comunale di Alghero dice no all'unanimità ai progetti off shore. Continua il laborioso conteggio delle firme.
Mercoledì 25 settembre. Durante il Consiglio Regionale la maggioranza va spedita sulle aree idonee, l' opposizione non demorde. Presenti anche i comitato. Chiuso il conteggio per la provincia e la città di Oristano: oltre 17.000 firme.
Giovedì 26 settembre. Al presidio di Selargius è allarme: si piantano alberi davanti alle ruspe. Continuano ad arrivare firme ad Orgosolo. Il lavoro del conteggio firme va avanti.
Venerdì 27 settembre. I Cobas indicono lo sciopero per il 2 ottobre: si affiancheranno alla manifestazione per la consegna firme. Mancano ancora un centinaio di comuni per il computo finale delle firme e si è già oltre le 130.000 firme. Il Comune di Terralba convoca il consiglio comunale per il 2 ottobre davanti alla Regione con un solo punto all' ordine del giorno: "Deposito proposta di legge Pratobello 24, presso la segreteria del Consiglio Regionale". Al presidio di Selargius si continua a piantare ulivi.
Sabato 28 settembre. Continuano ad arrivare ad Orgosolo valanghe di firme. La Nurra consegna oltre 20.000 firme.
Domenica 29 settembre. Ad Oristano si tiene il convegno di Democrazia Sovrana e Popolare. Ampio lo spazio dedicato alla speculazione energetica in Sardegna, molti gli interventi e le testimonianze in proposito.
Lunedì 30 settembre. Fervono i preparativi per la manifestazione del 2 ottobre. Intanto sono già state conteggiate 140.000 firme, ma il lavoro non è terminato. Anche il sindaco di Orgosolo convoca il consiglio comunale davanti alla RAS per il 2 ottobre.

Non si arretra di un centimetro.

martedì 13 agosto 2024

Legge Pratobello 24

 

 

 

 

 

Nonostante che per oltre vent'anni abbia convintamente esercitato il diritto di dissentire dall'approvare e riconoscere occupazione italiana in terra di Sardegna e da tutte le sue storture, elezioni e referendum compresi, devo ammettere che la raccolta di firme per PRATOBELLO 24 mi intriga parecchio e auspico che abbia un enorme successo.
Ma sono sardo, e da sardo colonizzato nella concretezza ma non nella mente, mai e poi mai avallerò l'idea che possiamo cercare libertà con le regole del colonizzatore, e votazioni e referendum sono cosa italiana, in estrema sintesi appartengono al "diritto positivo del colonizzatore".
Non biasimo e non mi contrappongo affatto a chi lotta per la decolonizzazione e libertà secondo le regole italiane, hanno una loro logica ferrea, sono semplicemente patrioti che la pensano diversamente dal sottosritto e per giunta sono molto numerosi. Ammetto anche che referendum e votazioni con risultanze di una forte impronta sardiana siano gran bella cosa, ma essendo certo che possiamo trovare decolonizzazione e libertà solo tramite il diritto internazionale (e non secondo il diritto italiano) ai mille amici che insistono per volermi convincere di deroghare per una volta alle mie convinzioni, faccio sapere che hanno tutta la mia approvazione e vicinanza, ma mai mi vedranno entrare in una cabina elettorale o mettere una firma per qualsivoglia referendum italiano.
Non appartengo a nessun partito politico nato in Sardegna o all'estero, lotto a fianco di quel ristretto gruppo che fa capo a vari e ipotetici movimenti o fronti di liberazione nazionali.
Soprattutto per questo la prossima volta che entrerò in una sezione elettorale e metterò un foglio di carta dentro un'urna sarà in occasione delle prossime, ineluttabili elezioni indette dal neonato Stato Sardo.
 
 

venerdì 26 luglio 2024

Come gli indiani d'America

 


Sono nato una mattina tiepida d'estate, in Arkansas, nome imposto dai padroni bianchi venuti da dove sorge il sole, ma il mio nome l'ho scelto io, Scheggia del Mattino.

Mio padre mi insegnò a cacciare, mi diceva di non uccidere quello che non avrei potuto consumare.
 
Mi raccomandava di usare tutto il necessario del povero animale, di non sprecare niente.
 
E così ho sempre fatto, e dei bisonti non buttavo niente, nè cibo, nè pelli e nemmenp ossa, delle quali facevo oggetti ornamentali.
 
Mi rubarono la terra, mi rinchiusero in una riserva, ci davano coperte infette, ho capito che avrebbero voluto distruggerci.

Mi hanno concesso di uscire dalla riserva, ho costruito grattacieli.
 
Ho sposato la donna che ho desiderato, Luce del Mattino, mi ha dato cinque figli.
 

mercoledì 24 luglio 2024

Imposte, Accise, Tasse, il predominio dello stato sulla gente

 


Accise, tasse, imposte, definizioni dal dizionario De Mauro.

Accisa > Imposta indiretta sulla fabbricazione e sulla vendita di prodotti di largo consumo.

Impostahttps://dizionario.internazionale.it/cerca/Imposta

Tassahttps://dizionario.internazionale.it/cerca/tassa

 

Come (purtroppo) ben sappiamo lo stato ha bisogno di entrate finanziarie per assolvere ai suoi molti obblighi verso i cosiddetti cittadini, e in linea di massima, volendo accettare ancora l'idea di stato come comunemente inteso, sono plausibili, specie se si parla di imposte.

Imposte per finanziare la raccolta differenziata, per esempio, sono plausibili, fermo restando il fatto che lo stato dovrebbe mitigare di molto le sue pretese e cercare strategie per valorizzare quello che noi consegnamo che ha pur sempre un valore.

Un altro esempio di imposta plausibile è quella sulla formazione e sull'insegnamento, fermo restando il fatto che riguardo alla scuola sono molto critico:

La cosiddetta iva, imposta sui consumi, è plausibile se non eccessiva, ma deve essere commisurata al reddito individuale.

Spero che questi pochi esempi siano stati chiarificatori.

Le imoste illeggittime sono molte, e sono quelle che gravano su beni ampiamente pagati in precedenza.

Imposte sugli immobili, sui veicoli, sulla successione, sono particolarmente ripugnanti. 

Le accise sono un obbrobbrio reso legale per il semplice motivo che si va a tassare beni già ampiamente tassati.

Delle accise si potrebbere scrivere tutto il male possibile e immaginabile.

Per concludere l'articolo scrivendo di tasse mi piace citare il mio amico Paolo che ha scritto un libro che tutti gli italiani avrebbero già dovuto leggere e meditare.

https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__perche-tasse-non-dovute-paolo-maleddu-libro.php#

 

 

 

Il numero di tasse è praticamente infinito, non sto a citarle tutte, le più indigeste sono a mio avviso quelle relative a bisogni essenziali come quelle riferite alla casa di abitazione (bene primario) e al veicolo (bene indispensabile).

Tasse da abolire completamente sono anche le tasse sul lavoro.

Per concludere, come già affermato, una parvenza di legittimità la trovo solo su qualche imposta, mentre invece accise e tasse sono state inventate solo per impoverire la popolazione.

:Mariano-Abis:

 

https://rumble.com/v51soxz-la-fabbrica-dellignoranza-la-scuola.html?mref=3irrr5&mc=asjfm 

 

 

 

domenica 14 luglio 2024

Nosus no seus italianus, seus sardus

 



We are not Italians, we are Sardinians!


Nosus no seus italianus, seus sardus!







Siete la regione con più vento e allora 

piazziamo da voi le nostre pale eoliche.




Siete la regione con più sole e allora 

piazziamo da voi il nostro fotovoltaico.




Siete la regione a rischi terremoti zero, 

e allora vi portiamo le nostre scorie 

radioattive.

 


Siete la regione più bella, e allora vi usiamo

per le nostre vacanze.




Siete la regione più disabitata e allora 

costruiamo da voi le nostre industrie belliche
e usiamo la vostra terra per le nostre 

esercitazioni militari.

 

 

 

Abitate la terra con più siti archeologici 

al mondo, a allora li usiamo per le nostre 

ruberie e per nascondere la vera storia.



 

In tutto questo c'è una falsità di fondo 

che sarebbe palese se la nostra gente 

ritrovasse le sue vere radici.




In tutto questo c'è una falsità di fondo, 

noi non siamo una regione italiana,

 
siamo la nazione sarda, è ora che anche 

i sardi lo capissero e buttassero a mare tutte
le storture italiane.




We are not Italians, we are Sardinians!


Nosus no seus italianus, seus sardus!

 


 

 

https://rumble.com/v52gttk-sangue-sardo.html?mref=3irrr5&mc=asjfm 

Mariano Abis 

 

 

venerdì 12 luglio 2024

Briciole nella migliore delle ipotesi


 




Stare dentro il recinto della giurisprudenza italiana, comunitaria o regionale produce quello che si è sempre prodotto, cioè briciolette n ella migliore delle ipotesi. 
Ci dobbiamo appellare e agire secondo il Diritto Divino e Naturale, come padroni della nostra Terra senza riconoscere giurisdizione alcuna al di fuori dalla nostra Nazione Sardegna.
 
https://rumble.com/v52gttk-sangue-sardo.html?mref=3irrr5&mc=asjfm
 
 

martedì 25 giugno 2024

Aver visto lungo sulla pandemenza non ci trasmette alcuna gioia

 


Niente gioia e nemmeno siamo soddisfatti del fatto che abbiamo "visto lungo" sulle siringhe ed abbiamo avuto ragione ad opporci a green pass e restrizioni di libertà, quando resistere era molto difficile.
Quello che avevamo previsto è un crimine contro l'umanità, esattamente come tante altre manifestazioni della pazzia delle cosiddette oligarchie.
5, 6, 7G, haarp, geoingegneria non dichiarata, dominio mediatico, piano Dulles, muos, eolico e solare indiscriminato, guerre e violenze statali, democidi e genocidi, e ancora mondialismo e distruzione delle nazioni a vantaggio degli stati, stati che sono tutti niente altro che società private con tanto di consiglio di amministrazione che ciamano governo, democrazia inesistente, votazioni truffa,
mezzi di trasporto elettrici, un mondo assoggettato a multinazionali ottuse, egoiste e assassine, distruzione di quelle risorse che sono la canapa e tutti i tipi di vegetazione, distruzione di tutte le storie e delle culture ancestrali.
Oggi stiamo avvisando la gente sulle storture dei microchip sottopelle, sui riscntri che ingenerano paure indotte ad arte, sull'eterna truffa monetaria, sulle identità digitali, sulle città lineari, sulle smart-city, sull'accaparramento dell'acqua e di molte altre risorse, oggi che stiamo allertando la gente non trattateci come avete fatto in passato, non siamo complottisti, i veri complottisti sono le elite, che speculano sulla dabbenaggine della gente, non raccontate la storia che le nostre supposizioni sono pericolose, l'unica storia che dovete raccontare è che sarebbe cosa buona e giusta ragionare "anche" sulle nostre affermazioni.
 
 


sabato 15 giugno 2024

La fabbrica degli ignoranti

 




Qualche anno fa fui incaricato dalla amministrazione della mia contrada di svolgere un certo lavoro che mi consentì di venire a contatto con la totalità della popolazione del paese.
Sembra strano, ma ciascun componente la società poteva essere inserito in una categoria specifica di varia e complessa umanità.
E le categorie non erano poi tante, un fattore che destò subito la mia attenzione fu il fatto che tutti potevano essere catalogati in base al loro livello di scolarizzazione.
I più supponenti affetti da ignoranza congenita erano sicuramente i plurilaureati, gente che non raginava col proprio cervello.

lunedì 27 maggio 2024

Radici che spaccano il granito

 






Chiedere a un sardo di rinunciare a difendere le sue radici è come vederlo calpestare i quattro mori o disprezzare la birra jchnusa o rinunciare al mirto o alle seadas, oppure non aver mai sposato su proceddu con il cannonau, impossibile.

Ricordo ancora le centinaia di brutali segnalazioni da parte dei componenti di un gruppo sardo-sionista che non hanno portato a niente nonostante fossero spalleggiati dai padroni dei social.


Come si suol dire "si funti segausu casu".

Fatta salva la verità che la stragrande maggioranza dei sardi è legata a doppio filo con popolazioni semite, a causa della passata, positiva globalizzazione mediterranea di cinquemila anni fa, c'è da dire che tutti hanno sangue sardo.

Chi nelle vene e chi nelle mani.

A proposito di sangue sardo nelle mani, ai morti di sonno che mi attaccarono per alcune mie pubblicazioni di stampo antisionista tentando di farle passare per antisemite, dico di leggere attentamente quello che scrivo, e di non tentare di manipolare i miei testi.

Detto in lingua sarda i manipolatori di quel periodo "si funti segausu casu".

Elenco parziale (molto parziale) dei cognomi sardo-semitici:

Addari, Alba, Arba, Aroni, Bacchis, Campus, Cara, Casula, Deiana, Elias, Farina, Gaias, Lai, Lecca, Macis, Mameli, Manca, Mancosu, Matta, Monne, Mossa, Nonnis, Olla, Pala, Piga, Racis, Salis, Sanna, Sarais, Secci, Serra, Serusi, Tebe, Tola, Urru, Zara, Zizi, Zizzi, Zichì, Zuru, . Zurru.E ancora: Locci, Loddo, Mallocci, Masala, Mascia, Mocci, Murgia, Naitana, Nonnis, Podda, Pulina, Saba, Satta, Senes, Sias, Simula, Talu, Tola, Tolu, Usai, Usala, Utzeri.



Magari non è difficile imbattersi in sardi che al cospetto dei nuovi arrivati assumono la classica posizione ad angolo retto con sa berrita in mano, ma non ho mai visto un sardo che disconosce le sue radici, radici che spaccano il granito.

La tattica dei sei milioni fa il paio con la pretesa di confondere l'antisionismo, pienamente giustificato (si prenda come esempio il genocidio di Gaza o il massacro di Sabra e Shatila), con l'antisemitismo che di per se non ha ragione di essere.

Non me ne vogliano i miei tanti amici che disconoscono la componente semita così diffusa nel nostro popolo.

E poi cerchiamo di distinguere il popolo dai suoi governanti, di contro sarebbe come mischiare acqua pura con olio esausto, impossibile.


















martedì 7 maggio 2024

La differenza tra un uomo libero e un votante


 





Tantissimi lustri fa mi recai di buon grado al seggio elettorale per esprimere il mio voto al furbo di turno.

Votai il meno peggio, e quando il presidente di seggio dichiarò che il signor Mariano Abis aveva votato, mi sentii preso per i fondelli, da allora capii di non essere italiano, che la costituzione dello stato al quale ancora credevo di appartenere era la più brutta del mondo, capii che lo stato che mi aveva convinto a votare occupava abusivamente la mia terra, che le deleghe non sono affatto sovranità, e che mai e poi mai avrei partecipato nessuna delle elezioni di uno stato straniero e privato.

Da allora non voto, non partecipo a petizioni, centellino le mie presenze alle varie manifestazioni e suppliche alle quale sono invitato, e cerco in tutti i modi di comunicare alla gente la truffa nascosta della democrazia delegativa.

sabato 24 febbraio 2024

Non esiste democrazia in occidente

 


Qui non si tratta di scollamento tra le popolazioni e i loro governi, qui si tratta di conflitti veri e propri che qualcuno definisce ideologici, ma che sono esclusivamente monetari e di conservazione del potere in ossequio ai veri padroni del mondo, la combriccola sionista - gesuita.

Non nego che tra la gente ci sia qualcuno che parteggia come il governo per l'ucraina , ma la stragrande parte di popolazione accetta e approva le ragioni della russia.