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martedì 2 settembre 2025

La lingua più antica del mondo, la scrittura più antica del mondo

 

 

 


Articolo di Mariano Abis

Che il potere dominante in terra di Sardegna sia oltre che maligno anche ottuso, è ormai acclarato da centomila esempi.

Per le sue peculiarità uniche e per la enorme diffusione di siti archeologici la nazione sarda è un esempio di portata archeo-storica-culturale straordinaria.

Lo stato colonizzatore-colonizzato italiano potrebbe ricavare enormi benefici se riconoscesse, valorizzasse e implementasse le eccellenze archeologiche presenti in Sardegna.

Non si capisce perchè non lo faccia. 

Chi fiancheggia italy corporation e riceve le sue crocchette tossiche avanza l'ipotesi che i sardi comunicassero ma non scrivessero,  qualcuno di loro ipotizza che non si capissero e non sapessero nemmeno parlare.

Magari comunicavano col pensiero, assunto che va indagato e che personalmente non scarterei a priori.

Come facessero i nostri avi in quelle ipotetiche miserevoli condizioni a costruire mirabili edifici resta tuttora un mistero.

Magari parlavano, scrivevano, e avevano un loro particolare alfabeto fatto di semplici segni che qualcuno definisce scrittura ogham o lineare sardo.

E il fatto che tali segni sono di una semplicità assoluta dimostra che fanno parte del più antico alfabeto presente sul pianeta. 

Il fatto è che tali segni sono presenti in terra di Sardegna in quantità strabordante; segni molto simili sono stati trovati anche in altre parti del mondo.

Magari gli antichi sardi sapevano pure navigare, chissà. 

Il mondo archeo-storico allevato a crocchette statali per nascoste ragioni non indaga su quella scrittura  negando l'evidenza che sia un vero e proprio alfabeto.

Chi afferma di riuscire a tradurre quei segni presenti dappertutto in terra sarda per sue ragioni personali preferisce temporeggiare e acclarare in seguito la pochezza del sistema archeo-storico-culturale presente in terra sarda e continentale.

Tutto è nato qui, questa terra e le sue antiche genti  sono la matrice di tutta la cultura occidentale.

Se questo venisse dimostrato tutto il sistema che viene definito judaico-cristiano o greco-romano o in altre pittoresche e improbabili espressioni  crollerebbe di botto.

Il potere che domina in occidente questo non può permetterlo, come non accetterebbe mai che la cultura ancestrale di un popolo colonizzato sia superiore a quella del colonizzatore.

E allora è necessario che chi  è in grado di dimostrare che la matrice di tutte le civiltà si trova in Sardegna e non in Egitto o in Mesopotamia, o altrove, esca allo scoperto e distrugga i miti dominanti.

Sarebbe una azione semplicissima, chi sa tradurre il lineare sardo  non dovrebbe avere nessuna remora a pubblicare il risultato dei suoi studi; scrivendo per primo un libro illustrato da foto e relative traduzioni si garantirebbe il diritto e privilegio storico di essere stato il primo in tutto il mondo e l'unico traduttore della lingua e relativo alfabeto più antichi del mondo.

E' ora.  

 

 

sabato 25 gennaio 2025

Il mio personale codice etico

 



E' dai tempi delle elementari (la scuola, magnifico e perverso strumento di crescita e alienazione) che è entrato in me, inconsciamente, il germe della simbiosi assertiva, per opera di una splendida maestra, della quale non ricordo il nome, graziosissima e paffutella, dai modo simpatici e aggraziati, una delle persone, dopo i miei genitori, che scelsi di prendere ad esempio di vita.
Ha insinuato in me la malattia delle condivisioni, delle collaborazioni, dell'imparare senza soffrire, senza sforzarsi troppo, sempre con la sua aria rassicurante, che trasmetteva calma e serenità.
Ah, la scuola del passato, del passato remoto, la ricordo con piacere, quando lo stato era meno invadente, nel voler a tutti i costi imporre le sue vedute derivate da concezioni che non appartengono al dna della gente.
Allora regnava la naturalità dell'agire, ci piaceva quando, durante una splendida giornata primaverile, lei ci portava per le strade polverose di campagna, a sentire i profumi di infiorescenze delicate e gradevoli anche alla vista.
E mi piacevano, ancora, un po' più grandicello, le collaborazioni con mio cugino, che non c'è più, ma che esiste ancora da qualche parte, forse in un'altra dimensione, immersi in una natura che desiderava il nostro intervento, impegnati in lavori leggeri, consoni alla nostra giovane età.
E ricordo la preparazione agli esami di maturità, in sinergia con il mio grande amico e "goppai" Raffaele, immersi anche quelle volte nella naturale ruvidezza di una natura ostile sotto certi versi, ma incontaminata, che dava un senso di pace, che ci faceva capire che non esistono solo i fumi della saras, immersi nella penombra delle piante secolari di punta maxia.
E ricordo le collaborazioni artistiche con Giampietro e Checco, impegnati nella realizzazione di enormi pannelli e murales, concatenati con la nostra appartenenza ai gruppi teatrali di teatro documento e fueddu e gestu.
Un collaborare e sinergizzarci anche in quel difficile campo che allora ci sembrava più grande di noi, e dal quale ne siamo usciti egregiamente, con lavori che qualcuno ricorda ancora, ricorda con piacere, che qualcuno reputa ieri come oggi dopo tanto tempo ancora originali.
Ricordo la proficua collaborazione in ambito tecnico con il grande Gianni, ineguagliabile icona dei tecnici teatrali.
E, partito dalla Sardegna, e sbarcato in Friuli, ho trovato amici e colleghi con cui condividere competenze in ambito lavorativo, colleghi friulani, veneti, calabresi, pugliesi, sloveni e croati.
Grazie bella e assertiva Daniela per avermi indirizzato verso concetti che fino ad allora non avevo mai preso in considerazione e che hanno fatto da catalizzatore favorendo gli avvenimenti di grande spessore dopo dono ricevuto il 22 Dicembre 2010.
E infine l'esplosione incontrastabile della mia grande passione, che la mia antica maestrina, ma soprattutto la mia carissima zia Gianna, mi hanno inoculato, come un benefico virus che (forse) mi ha salvato da un disagio lavorativo, come una valvola di sfogo a problematiche sociali, la passione per la lettura e la scrittura.
Grazie, zia Gianna, sei stata molto importante per me, anche se non lo sai.
Ho scoperto che quella passione doveva essere trasmessa, e allora mi è venuto spontaneo accettare l'offerta di collaborazione de ilsovranista, nella cui redazione ho trascorso momenti indimenticabili, le stesse sensazioni che mi trasmetteva l'appartenenza ad un prestigioso giornale come è stato, ed è, Linea QN, grazie per avermi accettato, nonostante i miei pochi meriti e le eteree capacità comunicative.
E poi, ultima, ma non ultima, la mia appartenenza al Movimento che libererà i sardi, mi ha reso la vita meno conforme, meno schematizzata; lo sapete, non rinuncio alle mie idee, le difendo con passione, a volte in maniera maldestra, le esprimo anche se possono sembrare un po' strampalate, anche in materie difficili e delicate come la formazione di giovani vite, lavoro proiettato nel futuro prossimo di una auto gestione del popolo sardo.
Grazie anche a voi, di avermi dato l'opportunità di partecipare al Governo Provvisorio dei Sardi, esprimere liberamente cosa intendo per istruzione, parola che non accetto del tutto, preferisco parlare di auto istruzione, auto educazione e auto formazione.
In preparazione di una vita futura fatta di concretezze e voli, di realizzazioni pratiche e mentali, in preparazione non certo al lavoro, ma alle produzioni siano esse indirizzate alla vita reale o alla affermazione culturale quantica del mio popolo.
So solo che il compito che mi avete affidato, lo ho indirizzato verso traguardi che dovrebbero poter esprimere la personalità di giovani vite in maniera naturale, senza alcun tipo di condizionamento esterno, un po' sulla falsariga degli insegnamenti di Silvano Agosti, o se volete su concetti steineriani, o rodariani, ma sempre e comunque miei personali.
Concetti adattati però a quel particolarissimo popolo che ha già in se stesso codici d'onore che non vorremmo mai stravolgere, convinti come siamo che la naturalità dei comportamenti universalmente riconosciuti come validi, non possono essere sostituiti o inquinati da regole artefatte, codicilli, o norme , o leggi create ad uso e consumo del potere.
Nella Sardegna destinata a liberarsi non imporremo mai una cosa del genere, non ci interessa creare soldatini ubbidienti a uso e consumo dello stato, della sua grandezza economica, utili al decollo del pil economico, preferiamo l'affermazione del pil della felicità.
Noi amiamo il nostro passato, ricordiamo di essere stati un Grande Popolo, la matrice di ogni civiltà, non dimentichiamo quello che siamo stati, perchè ne siamo orgogliosi, siamo orgogliosi della struttura sociale e meritocratica dell'antico popolo sardo, e del codice barbaricino che racchiude in se un indefinibile senso ancestrale, che solo noi sardi, e chi ama la nostra cultura ruvida e contadina, può capire ed apprezzare.
Noi amiamo quello che dopo la Antica Civiltà Sarda come un automatismo si è trasformato in sistema giudicale antesignano di corretta justizia, sistema che ha trasmesso la seconda fase della liricità della nostra lingua, accompagnando i colori e i profumi di Sardegna.
Amiamo l'orgoglio di popolo, amiamo i nostri particolarsmi, le nostre specificità che, anche se questi sono tempi cadenzati da oscurantismi globalizzanti, non si estingueranno mai, e, se ne avremo la forza di divulgarli, diventeranno un esempio da seguire, e non solo nell'isola di Sardegna.
Mariano Abis.
 

mercoledì 23 ottobre 2024

Sardocentrici


 

Dicono che molti di noi sono sardocentrici, in effetti ne abbiamo ben donde:
1---i sumeri e tanti altri popoli venivano in sardegna a prendere lezioni di scrittura,
2---i babilonesi per costruire torri,
3---molti per navigare,
4---i latini per imparare a parlare,
5---tutti gli altri per costruire armi
*
1---la prima scrittura sarda è molto più antica di quella sumera,
2--- i babilonesi costruivano torri che a differenza di quelle sarde cadevano,
3---i sardi scorrazzavano da padroni nel mediterraneo e oltre,
4--- i latini hanno imparato a parlare scimmiottando il sardo,
5---le armi degli antichi sardi erano le più copiate ed evolute del periodo
 
 

 
 

venerdì 26 luglio 2024

Come gli indiani d'America

 


Sono nato una mattina tiepida d'estate, in Arkansas, nome imposto dai padroni bianchi venuti da dove sorge il sole, ma il mio nome l'ho scelto io, Scheggia del Mattino.

Mio padre mi insegnò a cacciare, mi diceva di non uccidere quello che non avrei potuto consumare.
 
Mi raccomandava di usare tutto il necessario del povero animale, di non sprecare niente.
 
E così ho sempre fatto, e dei bisonti non buttavo niente, nè cibo, nè pelli e nemmenp ossa, delle quali facevo oggetti ornamentali.
 
Mi rubarono la terra, mi rinchiusero in una riserva, ci davano coperte infette, ho capito che avrebbero voluto distruggerci.

Mi hanno concesso di uscire dalla riserva, ho costruito grattacieli.
 
Ho sposato la donna che ho desiderato, Luce del Mattino, mi ha dato cinque figli.
 

domenica 14 luglio 2024

Nosus no seus italianus, seus sardus

 



We are not Italians, we are Sardinians!


Nosus no seus italianus, seus sardus!







Siete la regione con più vento e allora 

piazziamo da voi le nostre pale eoliche.




Siete la regione con più sole e allora 

piazziamo da voi il nostro fotovoltaico.




Siete la regione a rischi terremoti zero, 

e allora vi portiamo le nostre scorie 

radioattive.

 


Siete la regione più bella, e allora vi usiamo

per le nostre vacanze.




Siete la regione più disabitata e allora 

costruiamo da voi le nostre industrie belliche
e usiamo la vostra terra per le nostre 

esercitazioni militari.

 

 

 

Abitate la terra con più siti archeologici 

al mondo, a allora li usiamo per le nostre 

ruberie e per nascondere la vera storia.



 

In tutto questo c'è una falsità di fondo 

che sarebbe palese se la nostra gente 

ritrovasse le sue vere radici.




In tutto questo c'è una falsità di fondo, 

noi non siamo una regione italiana,

 
siamo la nazione sarda, è ora che anche 

i sardi lo capissero e buttassero a mare tutte
le storture italiane.




We are not Italians, we are Sardinians!


Nosus no seus italianus, seus sardus!

 


 

 

https://rumble.com/v52gttk-sangue-sardo.html?mref=3irrr5&mc=asjfm 

Mariano Abis 

 

 

venerdì 12 luglio 2024

Briciole nella migliore delle ipotesi


 




Stare dentro il recinto della giurisprudenza italiana, comunitaria o regionale produce quello che si è sempre prodotto, cioè briciolette n ella migliore delle ipotesi. 
Ci dobbiamo appellare e agire secondo il Diritto Divino e Naturale, come padroni della nostra Terra senza riconoscere giurisdizione alcuna al di fuori dalla nostra Nazione Sardegna.
 
https://rumble.com/v52gttk-sangue-sardo.html?mref=3irrr5&mc=asjfm
 
 

lunedì 1 luglio 2024

Il Sacro Suolo Sardo e la sua connessione col Divino.



La Sardegna è la fabbrica delle energie, energie sconosciute alla nostra civiltà ma non a quella degli antichi sardi.
Solo da noi esistono luoghi dove la fantomatica forza di gravità è semplicemente una parola astratta.
La carica che sviluppano gli antichi siti sardi è ben conosciuta e "misurata", e non si tratta solo di energie orgoniche, ma anche di molti altri tipi di energie per lo più benefiche per chi abita questo pianeta sia esso di natura animale, vegetale o minerale.
Ho un progetto.

martedì 25 giugno 2024

Aver visto lungo sulla pandemenza non ci trasmette alcuna gioia

 


Niente gioia e nemmeno siamo soddisfatti del fatto che abbiamo "visto lungo" sulle siringhe ed abbiamo avuto ragione ad opporci a green pass e restrizioni di libertà, quando resistere era molto difficile.
Quello che avevamo previsto è un crimine contro l'umanità, esattamente come tante altre manifestazioni della pazzia delle cosiddette oligarchie.
5, 6, 7G, haarp, geoingegneria non dichiarata, dominio mediatico, piano Dulles, muos, eolico e solare indiscriminato, guerre e violenze statali, democidi e genocidi, e ancora mondialismo e distruzione delle nazioni a vantaggio degli stati, stati che sono tutti niente altro che società private con tanto di consiglio di amministrazione che ciamano governo, democrazia inesistente, votazioni truffa,
mezzi di trasporto elettrici, un mondo assoggettato a multinazionali ottuse, egoiste e assassine, distruzione di quelle risorse che sono la canapa e tutti i tipi di vegetazione, distruzione di tutte le storie e delle culture ancestrali.
Oggi stiamo avvisando la gente sulle storture dei microchip sottopelle, sui riscntri che ingenerano paure indotte ad arte, sull'eterna truffa monetaria, sulle identità digitali, sulle città lineari, sulle smart-city, sull'accaparramento dell'acqua e di molte altre risorse, oggi che stiamo allertando la gente non trattateci come avete fatto in passato, non siamo complottisti, i veri complottisti sono le elite, che speculano sulla dabbenaggine della gente, non raccontate la storia che le nostre supposizioni sono pericolose, l'unica storia che dovete raccontare è che sarebbe cosa buona e giusta ragionare "anche" sulle nostre affermazioni.
 
 


sabato 8 giugno 2024

Un popolo antico per gli antichi



 


          Articolo di Sardegna l'isola di Atlantide

SARDEGNA L'ISOLA DI ATLANTIDE.
Immaginate una civiltà antichissima ed estremamente evoluta, scomparsa all'incirca 12.000 anni fa, a seguito di uno spaventoso maremoto che fece sprofondare la terra e che causò dei tremendi tsunami con onde alte anche 200 metri.
Immaginate una civiltà antichissima che aveva il totale controllo delle forze della natura e le usava per il suo benessere fisico, spirituale e anche pratico.
Immaginate una civiltà organizzata in una società matrilineare, nel pieno rispetto dell'individuo, della terra, degli animali e di ogni forma di vita presente sulla terra.
Immaginate una civiltà capace di sviluppare l'arte statuaria, con la magistrale lavorazione dell'oro, del bronzo, del ferro e della pietra.
Immaginate una civiltà che si espanse su tutto il pianeta, che esportò la sua cultura e la sua visione della vita.
Immaginate una civiltà che riusciva a catturare e utilizzare l'energia cosmica in maniera illimitata, pulita, gratuita, attraverso quelli che erroneamente oggi vengono definiti Nuraghi e Piramidi.
Immaginate ancora una volta questa civiltà in grado di navigare e solcare tutti i mari del mondo con navi che non avevano bisogno dell'utilizzo dei remi, in quanto erano dotate di motore.
Immaginate una civiltà maestra della scrittura, dell'aritmetica, della matematica, nonché profonda conoscitrice della così detta geometria sacra, che riuscì a esprimere in tutte le sue opere architettoniche che oggi si possono ancora ammirare a migliaia in tutta la Sardegna e in tantissime altre parti del mondo.
Immaginate una civiltà la cui società era composta per lo più da uomini e donne giganti, che vivevano nei Templi e in pace con altre razze diverse da quelle umane.
Immaginate questa civiltà, la cui grandezza è stata intenzionalmente occultata e mistificata per oltre un secolo di menzogne.
Immaginate questa civiltà i cui appartenenti erano conosciuti in tutto il mondo col nome di Sardi, termine quest'ultimo che fa ancora oggi paura a tutti quei falsari della storia che si sono lasciati corrompere dal Dio denaro.
Ecco, in tal modo, immaginando tutto questo avrete in mente un piccolo assaggio di quella che fu l'antica Civiltà Sarda, la Civiltà di Atlantide, della quale parlò, migliaia di anni dopo la sua scomparsa, il filosofo Platone.
Vi ricordiamo che di tutto questo ne parliamo anche nel nostro libro, disponibile su Amazon nel seguente link: 










lunedì 27 maggio 2024

Radici che spaccano il granito

 






Chiedere a un sardo di rinunciare a difendere le sue radici è come vederlo calpestare i quattro mori o disprezzare la birra jchnusa o rinunciare al mirto o alle seadas, oppure non aver mai sposato su proceddu con il cannonau, impossibile.

Ricordo ancora le centinaia di brutali segnalazioni da parte dei componenti di un gruppo sardo-sionista che non hanno portato a niente nonostante fossero spalleggiati dai padroni dei social.


Come si suol dire "si funti segausu casu".

Fatta salva la verità che la stragrande maggioranza dei sardi è legata a doppio filo con popolazioni semite, a causa della passata, positiva globalizzazione mediterranea di cinquemila anni fa, c'è da dire che tutti hanno sangue sardo.

Chi nelle vene e chi nelle mani.

A proposito di sangue sardo nelle mani, ai morti di sonno che mi attaccarono per alcune mie pubblicazioni di stampo antisionista tentando di farle passare per antisemite, dico di leggere attentamente quello che scrivo, e di non tentare di manipolare i miei testi.

Detto in lingua sarda i manipolatori di quel periodo "si funti segausu casu".

Elenco parziale (molto parziale) dei cognomi sardo-semitici:

Addari, Alba, Arba, Aroni, Bacchis, Campus, Cara, Casula, Deiana, Elias, Farina, Gaias, Lai, Lecca, Macis, Mameli, Manca, Mancosu, Matta, Monne, Mossa, Nonnis, Olla, Pala, Piga, Racis, Salis, Sanna, Sarais, Secci, Serra, Serusi, Tebe, Tola, Urru, Zara, Zizi, Zizzi, Zichì, Zuru, . Zurru.E ancora: Locci, Loddo, Mallocci, Masala, Mascia, Mocci, Murgia, Naitana, Nonnis, Podda, Pulina, Saba, Satta, Senes, Sias, Simula, Talu, Tola, Tolu, Usai, Usala, Utzeri.



Magari non è difficile imbattersi in sardi che al cospetto dei nuovi arrivati assumono la classica posizione ad angolo retto con sa berrita in mano, ma non ho mai visto un sardo che disconosce le sue radici, radici che spaccano il granito.

La tattica dei sei milioni fa il paio con la pretesa di confondere l'antisionismo, pienamente giustificato (si prenda come esempio il genocidio di Gaza o il massacro di Sabra e Shatila), con l'antisemitismo che di per se non ha ragione di essere.

Non me ne vogliano i miei tanti amici che disconoscono la componente semita così diffusa nel nostro popolo.

E poi cerchiamo di distinguere il popolo dai suoi governanti, di contro sarebbe come mischiare acqua pura con olio esausto, impossibile.


















sabato 27 aprile 2024

Patrimoni sorrensi del passato da valorizzare


 Testo e immagini di :Mariano-Abis:

Naturalmente non ci sono soldi e quindi niente si può fare, la solita storia italiana, e fino a quando lo stato italiano resterà nella sacra terra di sardegna niente si farà.

La contrada di sorres non fa eccezione alla regola, lo stato di abbandono qui come altrove è da ascrivere quasi unicamente a quella sottospecie di stato italiano che non ha a cuore le vestigia del nostro passato e della nostra storia.

Le colpe degli amministratori sardi sono lievi se confrontate alla volontà statale di cancellare la memoria storica della nazione sarda.

Certo è che  basterebbero appena alcune giornate lavorative all'anno per rendere il sito quanto meno decente, libero da arbusti ed erbacce, se poi sommiamo il fatto che il nuraghe si trova senza alcuna strada di accesso all'interno di una azienda, il quadro è completo, proprio non si ha voglia di valorizzare un così importante ricordo dei nostri avi.

Qui il resoconto di una interessante escursione che però ha messo in evidenza lo stato di incuria nel quale si trova il nostro patrimonio del passato, patrimonio che a queste condizioni non può, o forse non deve, essere sfruttato nel presente.

mercoledì 24 aprile 2024

La particella di Natas

 






Durante una orribile notte d'inverno di molti decenni fa, mentre fuori imperversava da un cielo violaceo una violenta tormenta di neve, e tutti erano già andati a dormire, mi trovavo a discorrere con mio nonno Serapiu di fronte ad un vivace caminetto.
Diceva che a me, e solo a me, aveva intenzione di raccontare una storia che assicurava realmente avvenuta.
Ventimila, o forse cinquantamila anni fa esisteva in una isola rigogliosa al centro del mediterraneo un popolo antico che era già antico per i popoli del periodo.
Osservava le leggi che erano state suggerite da uomini di colore blu venuti da chissà dove.
Era una società equilibrata, pacifica, giusta, senza disparità evidenti, opulenta e gioiosa, una società che funzionava alla perfezione, diceva che a questa società veniva dato il nome di Gilanica.
Aveva il culto delle acque e delle stelle che esercitava a ridosso di templi ed edifici costruiti in onore ai loro morti.
Ma all'interno di questa società esisteva un piccolo gruppo fondamentalmente emarginato perchè malvagio, un gruppo che aveva stretto un patto con una enigmatica figura mandata tra loro da un essere viscido ed etereo che chiamavano Natas.
Questo personaggio-ambasciatore si chiamava Nella Sellud.
Sellud strinse un patto di sangue con ciascun componente del piccolo gruppo, diede loro il compito di distruggere quella civiltà e sostituirla con una più negativa governata da essi stessi e predisposta alla guerra e all'odio.
Diceva che avrebbe dato loro la forza sufficiente a compiere la missione.
Erano autorizzati a compiere i crimini più efferati, ma dovevano sottostare a due regole ferree, ubbidienza cieca a Natas e non cadere in disonore.
Non cadere in disonore consisteva non nel fatto di non commettere crimini, ma nel fatto che dovevano prima avvisare i Gilanici delle porcherie che avrebbero commesso.
Ma per quanto facessero, non riuscivano a scalfire la innata voglia di giustizia e bontà del gruppo Gilanico.

lunedì 15 aprile 2024

Un archeo-scandalo tutto italiano.


 




E' scandaloso!
I libri di testo scolastici non fanno che pontificare la grandezza di civiltà nettamente meno importanti della Antica Civiltà Sarda mentre degli antichi sardi parla raramente.
E così vediamo pontificare popoli che costruivano torri di babele che cadevano al primo soffio di vento quando i sardi costruivano torri immortali.
E così vediamo popoli che scrivevano su lastre di argilla mentre i sardi costruivano splendidi templi e mirabili pozzi sacri.

Un libro molto scomodo che ingenera preoccupazione da parte degli archeostorici nutriti a crocchette statali






Non necessariamente un libro è utile o incisivo solo per il fatto di essere studiato a scuola o aver vinto qualche premio letterario o propagandato da quella mentitrice seriale che è il televisore.
No.
Un libro è utile e incisivo quando ha la forza di variare o stravolgere "certezze" acquisite e sedimentate.
E il libro Sardegna l'isola di Atlantide ha questa capacità, frantuma le balle archeostoriche che vanno per la maggiore, e vanno per la maggiore solo perchè i cosiddetti cattedratici al soldo dello stato, le sovrintendenze statali, gli storici e archeologi di regime, e i giornalisti anch'essi al soldo statale hanno interesse a diffonderle.
La maggior parte dei reperti presenti nei musei sardi è stata reperita tramite ritrovamenti spesso casuali consegnati da gente comune, il caso che ha visto protagonista il mio compaesano Pietrino Arixi ne è un esempio eclatante.

lunedì 4 marzo 2024

La Terra che distribuisce energie spirituali

 



Trasformazione a cura di Jolao di un testo trovato sul web

Sono Sardo , sappiate che le balle che vi raccontano hanno bisogno di una salutare revisione, sappiate che non abbiamo mai vissuto dentro i Nuraghe, che non erano abitazioni ma luoghi spirituali che distribuivano energie orgoniche.
Se oggi mi chiami sardo sappi che non mi offendo.
Se oggi mi chiami Pastore, non mi offendo.

sabato 24 febbraio 2024

Sa berritta


 





If we are not free it is because we have not been able to defend our history and our culture.


La differenza tra chi ha capito la storia e chi avendo studiato anche il piano dulles e il mondialismo ha capito anche chi la racconta.

Lo devo scrivere perchè vorrei che qualcuno dei miei amici si riconoscesse nel profilo che sto per indicare.
Naturalmente non farò nomi nemmeno sotto tortura.
Amici che vengono definiti super- risvegliati, e in effetti molto hanno capito e molto possono insegnare.

sabato 13 gennaio 2024

Sardegna, impressionante decremento demografico

 






La sardegna, come sappiamo è un piccolo-grande continente, ci si può trovare di tutto, non sto a commentare la parola tutto perchè tutto significa tutto.
E' il più importante sito archeologico di tutto il pianeta, un vero e proprio museo alla luce del sole.
Questa enorme quantità di costruzioni e reperti (lasciando perdere gli innumerevoli reperti trafugati e i siti abbandonati) certificano che la popolazione sarda diecimila anni fa e per molto tempo ancora contava la bellezza di sette milioni di individui.

sabato 6 gennaio 2024

L'archeo-storia sarda se riconosciuta può far crollare il sistema-fetension

 







Ogni civiltà o "sistema" che dir si voglia per imporsi deve necessariamente distruggere le civiltà precedenti.
Quasi sempre si usano le religioni per cancellare la civiltà e la spiritualità dei popoli precedenti.
E così vediamo in tutto il mondo nuovi edifici dedicati al nuovo culto nascere sopra strutture antecedenti.
Siti dedicati a entità fondamentali alla vita della gente spesso nascosti da nuove strutture che celebrano nuovi paradigmi.
Il sole, il vento, l'acqua, la pioggia, le energie vitali della natura, i bisogni fondamentali stuprati da sistemi e ideologie non etiche a favore dei poteri e contro la gente.
L'intero continente americano veniva ricoperto dalla melma occidentale, la straordinaria cultura asiatica colonizzata e derisa, il continente australiano spopolato per far posto a delinquenti e galeotti, il continente africano eternamente sfruttato e colonizzato.

lunedì 20 novembre 2023

Un'0pera letteraria che sta distruggendo le menzogne degli archeo-storici di regime












Come tutti sanno la pagina facebook Sardegna, l'isola di Atlantide. è la pagina più seguita in Sardegna, non diciamo in tutta italia solo perchè "sardinnia no est italia", , la pagina ha milioni di visualizzazioni ogni volta che un suo articolo denuncia le aberrazioni archeo-storiche che cattedratici (anche sardi) diffondono ad arte per sminuire le eccellenze dei siti sardi.
I sardi costruivano, navigavano, ma soprattutto scrivevano.
In sardegna abitavano i giganti, verità che inspiegabilmente da fastidio.
In sardegna esistono portali energetici che molti vorrebbero disconoscere.
In sardegna energie luminose vagano nel cielo per poi scendere sui siti archeologici più antichi del mondo.

domenica 29 ottobre 2023

Shardinyan-Sanctuary

 










Lascio cadere nel vuoto tutte le discussioni che tengono banco in questo periodo, non vale la pena di parlare di "persone" quando esistono fatti rilevantissimi di cui occuparci, e idee per rendere questi fatti il meno invasivi possibile sulla vita della gente.
Per quanto mi riguarda (sbaglierò?) la caratura di un individuo si valuta oltre che per le azioni, anche attraverso le parole che dice o scrive, chi parla troppo spesso di persone si qualifica come persona mediocre, chi parla di fatti è appena un gradino al di sopra, chi parla di problemi altri due gradini in su.
Personalmente ammiro chi i problemi li affronta cercando SOLUZIONI, chi vede il disastro di questa società di melma. e cerca con le azioni e l'intelletto di porvi rimedio, sono abituato a parlare di IDEE E SOLUZIONI, piuttosto che di PERSONE.