martedì 21 febbraio 2017

Il carro del fieno

Questo quadro (che considero il più bel dipinto mai realizzato), si riferisce alla società della seconda metà del 1400.
Il fieno, sistemato sul carro, rappresenta i beni materiali, per semplicità lo associamo al denaro.
Mi sembra di poter dire che le nefandezze (perchè di questo si tratta) che accompagnano la fruizione e l'uso della moneta, nel frattempo si siano "evolute".
La funzione stessa del denaro è stata chiara da subito, è nato come un metodo, uno strumento, per espropriare alla gente risorse sempre più consistenti, ora è palese che è uno strumento unicamente in mano al potere, non ha nessuna utilità, strutturato come nei termini attuali, per la gente, del resto è stato inventato per poter pagare le imposte.
Porta con se una miriade di negatività, egoismi, accumuli, disparità, e se poi, come sta succedendo, chi lo detiene, ha deciso di creare una carenza di esso, (non vi sembri un contro senso), i danni verso i meno abbienti (che oggi si identificano con chi ha penuria di quello strumento), diventano irrisolvibili.
L'immenso Hieronymus Boch, qui descrive l'umanità, quella più


compromessa con le logiche di quella (e di questa) società, come un aggrumo di scialbi personaggi che rischiano persino la propria vita per appropriarsi di quel malefico strumento.
Certo, allora non si parlava di bolle finanziarie, di titoli tossici, di spread, e di altre amenità, ma era ben chiaro all'autore che strumenti come questo portavano ed avrebbero portato a innaturali speculazioni, e che la forbice tra ricchi e poveri si sarebbe allargata, che con quello strumento sarebbe stato facile assoggettare i meno abbienti.
Quello che sta tuttora succedendo, riguardo ad aste giudiziarie, espropri e pignoramenti, sfratti, hanno come comune denominatore: il denaro.
Secondo il nostro punto di vista, tutto questo sistema è da rivedere, stiamo persino cercando di immaginare i commerci, i servizi, e le acquisizioni varie, gli stipendi, regolati e resi celeri e sicuri, con altre forme di scambi che assomiglino più che alla logica di banche e società finanziarie, alle logiche eterne che la civiltà contadina ci ha insegnato ad apprezzare, una società sicuramente molto più equa di quella attuale, nella quale nessuno, dico nessuno, era costretto ed elemosinare e morire di stenti.
La civiltà contadina non ha bisogno di denaro, e nemmeno di servizi, che il denaro paga.
©marianoabis







                                                                                  

                                                                  Immagine da : Masterpieces Drawing & Painting


Nessun commento:

Posta un commento