giovedì 17 ottobre 2019

Cercando un equilibrio instabile.

Piccoli esseri e grandi progetti.

Grandi Amici e una Terra che mi appare lontana e sfuocata.

E ancora una volta, come spesso mi è capitato, gli scontri della vita mi costringono ad abbandonare la terra ferma.

E devo abbandonare la mia macchina da trasporto, e come sempre, il corso del mio viaggio sarà rallentato da venti di bolina.









Porto con me la mia spada e la mia bandiera nera.

E a malincuore, devo salire sul bastimento, saluto i miei amici con un gesto, ricambiato dalle loro facce intrise di stupore.



Ancora una volta parto con un nodo in gola.
Tocco con la fantasia la mia Terra, Terra che molto ha dato e poco ha ricevuto, Terra di ancestrale ossidiana, di costruzioni eterne, di stelle che vagano verso i loro templi, di energie che sfidano la scienza, di nuraghi e di piramidi che rilucono al chiarore della luna.


I miei piedi, ancora una volta insicuri, calpesteranno i legni bagnati e scivolosi, al timone che per una volta saprò tenere sempre dritto, in direzione di Atlantide.


Ho dimenticato le circonvenzioni e gli equilibrismi facili, non so più cosa sia la retorica, e nonostante tutto sono orgoglioso del mio cammino lento.
Orgoglioso del mio incedere pesante all'ombra della mia bandiera nera.
Del mio cammino senza agi e senza sorrisi.


Ma un Pirata è un pirata, e non solo a bordo di una nave.
Ho visitato tutti i continenti, fuorchè uno.


Il mio ultimo viaggio, ultimo ma lungo, andrà in quella direzione, in direzione dell'inganno, in direzione della Terra mia ingannata e derisa.
Ma in cuor mio, sono certo che saprò riconoscerlo.


Non lo sono mai stato, ma ora sono un pirata, e nonostante ciò arriverà il momento di desiderare, in maniera ineluttabile, la terraferma.
Pirata di terra.


E allora, prima di sbarcare, avrò finalmente capito che piccoli esseri, non potranno mai completare grandi progetti.

Ho deciso, sono fermamente convinto che raggiungerò il giardino delle delizie, forse per poco tempo, ma lo raggiungerò.

Per il tempo che mi resta vorrò avere voi al mio fianco, voi che avete i miei stessi codici, la mia stessa etica, le nostre liriche e le nostre bardane, le radici antiche e forti, per contrastare venti di tramontana, in voi riconosco me stesso, e non è necessario che siamo in molti. 

Stiamo bene tra noi, lontani dal grande continente del male, da altri inganni, da fetenti comandi, e da molti servi.

2 commenti:

  1. ...il Giardino delle Delizie, cui Anéli, lo stai Attraversando, o con il Corpo o con lo Sguardo, sia quello immediato, sia quello dei TUOI VIVIDI Ricordi, sin da quando ci VIVI Stabilmente... : Non é da molti il Nascere e Vivere e Risiedere Pervicacemente Nella Terra Dei PADRI quì Nominata SARDINNIA...E, L'ORGOGLIO ANCESTRALE che TI Pervade, Riconosco Essere il Patrimonio EDIFICANTE il Tuo Prossimo Cammino, DOPO la Fine del pur AUGURATO ancòr Lunghissimo "VIAGGIO"... Saludu e Volòntàde, Ischentzia, Memòria, e Fìérèsa de Aèr IMPREADU in"IN CUNSCIENSCIA", Sa VIDA Tua...

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