martedì 10 luglio 2018

Eppure anche gli attuali "immigrati" ci insegnano qualcosa.

Ho sempre pensato che le migrazioni di esseri umani siano per lo più frutto di scelte oligarchiche per devastare territori, e creare terreno fertile altrove per sfruttare la gente in ambiti lavorativi, si parla tanto di integrazione, ma non si capisce che le fetenzie intendono integrare gli invasi, alla cultura degli "invasori"
Tutto questa devastazione che sta succedendo è rivolte soprattutto ai popoli che accolgono.
I cosiddetti migranti sono uno strumento per mettere in difficoltà intere nazioni, che hanno trovato col tempo, chi più chi meno, i loro justi equilibri.
Ci insegnano che si può lavorare per un'ora, e pagarsi a malapena mezzo chilo di pane, ci insegnano che per ora farebbero lavori "che gli occidentali non vogliono fare", questa, per chi ha occhi per vedere, è una balla pazzesca.
La differenza è solo nel fatto che noi abbiamo capito che non ci si deve svendere, che la dignità di ogni essere umano è sacra.



Gli immigrati ci insegnano un'altra cosa. 
Che sono dosposti (alcuni, ma non tutti) a devastare il "mercato" del lavoro, e trasformarlo in mercato degli schiavi.
Ogni popolo deve trovare in se stesso, nelle sue capacità e tradizioni, la justa strada per progredire, visto che il modello di progresso occidentale ( o meglio il modello delle fetenzie) ha fallito sotto tutti i punti di vista, basta osservare le aberrazioni della società dei consumi e quella dei servizi (privati) in un ambito di moneta privata devastante per la povera gente.

E' tutto collegato, immigrati, guerre, fame indotta, carestie indotte, sfruttamenti generalizzati, mercati di umani, bolgrinaggini, buonismi, missionarismi e vaccinismi, nuove malattie create in laboratorio, se non capiremo che il mondo è dominato dai peggiori figli di puttana mai apparsi sulla terra, e non usciremo dal recinto delle ideologie (creato apposta per disunirci) faremo in eterno il gioco delle oligarchie.
E poi vediamo in terra di sardinnia la nascita di nuovi schieramenti, per lo più indipendentisti, favorevoli all'accoglienza.
Invece di fondare nuovi partitini dal sapore sinistro, bisogna pensare e agire seriamente per la nostra libertà, per la libertà della nostra nazione, che non ha bisogno di colori rosseggianti, e di altri colori, perchè la libertà non ha colore.
Mi viene da esprimere un concetto, il giochino del dividere per dominare non funziona più, la gente ha ormai capito che chi fonda nuovi schieramenti, che magari parteciperanno ad elezioni fasulle, fa solo fumo "sardo", che si aggiunge al fumo "italiano".

La gente sta pian piano capendo che è fuori dal diritto interno italiano che troveremo la libertà, la troveremo nel diritto internazionale e nel Diritto Divino, quei Diritti che abbiamo tutti stampati nella nostra mente fin dall'atto della nostra nascita. 
La troveremo nel momento in cui ciascuno di noi si autodeterminerà da questo stato colonizzatore, prima in maniera individuale, poi in maniera collettiva.
Ideologismi, indipendentismi colorati, votazioni, elezioni, omologazioni, lingue comuni e affini, "libri" di "scrittori" e "scrittrici" pompati dalle fetenzìe, la stessa scuola, l'informazione di regime, cartacea o televisiva, spettacoli sportivi e concerti di "artisti" che vanno per la maggiore, lo sfoggio di magliette rosse, la distrazione omologante e livellante (verso il basso), sono strumentali al dominio di pochi fetenti sulle masse popolari, direi che sarebbe finalmente ora di capirlo.
:Mariano-Abis.





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