venerdì 23 ottobre 2015

Gandhi e le donne





Si racconta che il grande Gandhi fosse un impenitente donnaiolo.
Qualcuno, un giorno, venne a casa sua per avvisarlo che suo padre era morente, e lui, impegnato in certe faccende facilmente immaginabili con una donna, rispose che appena possibile sarebbe accorso al suo capezzale.
Terminò il compitino che si era sobbarcato, e si diresse a casa del genitore.
Egli era appena spirato.
Gandhi fu invaso da un senso di colpa così forte che giurò a se stesso che mai più avrebbe "toccato" una donna.
E lo fece, onorò fino alla morte la promessa.
Si racconta anche che Gandhi, ben sapendo che la sinergia e l'energia che si crea tra i generi, è utile e potente per entrambi, decise che era giusto e necessario, uno scambio proficuo di energie diverse.
Da allora in poi, compì l'atto del dormire, in compagnia di due sue nipoti, senza mai pensare ad altro che trasferire e ricevere energie, senza nessun genere di atto sessuale.
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E adesso vado a testimoniare una esperienza del ben più modesto jolao.
Decisi una impresa che mi sembrò proibitiva fin dalle sue prime azioni; decisi, ben più di lustro fa, di scrivere un romanzo a tematica scacchistica, raccontando la storia di una fortissima giocatrice, raccontando però le vicende vissute in prima persona dalla donna.
Mi dovevo immergere in quella che immaginavo fosse la psicologia femminile, l'essenza della donna, e dato che le mie frequentazioni con l'altra parte del mondo non sono state così numerose, mi trovai subito in difficoltà.
Raccontavo di come quella donna, che possedeva indubbie capacità e eccellenze, anche in termini di presenza, si fosse innamorata di un uomo, scacchista anche lui, che a prima vista, non avrebbe mai potuto reggere il confronto con lei, un uomo innamorato che non fece mai un passo azzardato, ben sapendo ( o credendo ) che per lui non esistevano speranze.
Tra l'altro, il divario di forza scacchistica tra i due era enorme, a vantaggio della donna.
L'uomo, pur capendo che lei era in qualche modo attratta da lui, minimizzava anche segni evidenti, mai avrebbe creduto che un miracolo simile, si potesse avverare,  e scambiava continuamente espressioni di amore, con altro che non sapeva definire.
Il racconto si snodava su queste tematiche, scavando sulla essenza psicologica della donna, che però, alla fine, riuscì a "conquistare" chi lo era da sempre.
Ma il loro rapporto, risentiva comunque della soggezione psicologica che l'uomo dimostrava di avere nei confronti della splendida compagna, che lui considerava quasi come una dea, e stentava a "decollare".
In tutta questa girandola di quadri psicologici, si dipanava la storia; per farla breve, ricordo benissimo che in quei due mesi di scrittura, ero invaso da una forma di energia che avevo conosciuto raramente, una energia tipicamente ed evidentemente femminile.
Ne deduco che anche senza il contatto fisico, esiste una diffusione di vibrazioni "di genere" interscambiabile, in linea con quello che sosteneva Gandhi.
E allora come pensare che una qualunque organizzazione, una sigla politica, una società che operi in qualsiasi ambito, possa fare a meno della presenza di entrambi i generi?
Trovo assurdo che esistano simili strutture, eppure esistono.
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Faccio parte di una organizzazione che sfrutta il diritto internazionale per liberarsi dallo stato colonizzatore.
Vabbene che un movimento o fronte di liberazione, ha una parvenza di struttura, per così dire, militaresca, ma come si può pensare di rinunciare alla gentilezza, intuito, visione , visionalismo, capacità istintive che le donne spesso dimostrano?
E' una compenetrazione positiva, una sinergizzazione di fattori dissimili, ma necessaria, indispensabile, è la natura stessa che suggerisce interazioni.
Per fortuna.
Per fortuna che abbiamo, tra gli attivisti, e tra chi decide, e suggerisce strategie, una preponderanza di genere femminile evidente, del resto la società sarda è, è stata, e penso che sarà sempre, a netta impronta matriarcale, siamo uno dei popoli nei quali questa caratteristica è diffusa e ricercata.
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Mi sia consentito esprimere un parere soggettivo, ma convinto: se si parla di attiviste o dirigenti di genere femminile, siamo nel campo dell'eccellenza, tra noi solo Donne Notevoli, solo l'espressione più alta che la Sardità può esprimere.
Le Donne della nostra organizzazione avranno una parte rilevantissima nella liberazione della nostra gente.
Non può essere altrimenti.
 
Dimenticavo di scrivere la fine della storia dei due scacchisti, ebbene, lei riuscì ad annullare i limiti, e portare fuori tutte le capacità e le migliori prerogative del suo uomo, che altrimenti, senza una Donna di così alto valore, non avrebbe mai espresso.
:Mariano-Abis.

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