venerdì 10 giugno 2016

Il meglio del meglio

Vanità delle vanità, tutto è vanità.


Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.

Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.





Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno;
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.

Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.

Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.

Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.

C'è forse qualcosa di cui si possa dire:
«Guarda, questa è una novità»?

Proprio questa è gia stata nei secoli
che ci hanno preceduto.

Non resta più ricordo degli antichi,
ma neppure di coloro che saranno
si conserverà memoria
presso coloro che verranno in seguito.


-
Questo è il testo estrapolato dal Qoelet, che ho presentato al prof Antonio Prost alla fine del corso di dizione, che il teatro fueddu e gestu ha intrapreso con lui, il migliore in assoluto in quel periodo, ineguagliabile!

In quel periodo il prof Prost era il commentatore ufficiale della rai, di poesie, testi, ma soprattutto documentari, il meglio del meglio, la perfezione personificata, allora fueddu e gestu si poteva permettere anche questo, tutto normale, dato che avevamo ancora moneta sovrana.

Mi chiese << perchè proprio un testo della bibbia? >> sul momento non seppi cosa rispondergli, dopo gli spiegai che un po' rifletteva il mio pensiero di allora, oggi non la penso esattamente così, perchè quello che faremo in funzione della liberazione della nostra terra sarà una serie di novità assolute.

:Mariano-Abis:






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