mercoledì 21 dicembre 2016

Un grande comunicatore

Un Natale splendido e luminoso invoco per i Campidanesi, i quali sono ancora confusi ed incazzati per i tanti sproloqui che hanno dovuto sorbire, da oltre 60 anni, sulla "qualità inferiore" della loro parlata. 
Pregherei tutti i Campidanesi di mandare affanculo - infiorando questa parola con ghirlande natalizie - tutti i linguisti che per generazioni hanno ciurlato su questa faccenda, rendendola puzzolente ed ASCHAMOSA (così diciamo noi Sassaresi).
Il Campidano di Cagliari ha una tradizione linguistica enorme, eclatante, tale da fare invidia ai vocabolari più stimati del Pianeta. Quindi, o Campidanesi, SURSUM CORDA! 




Il vostro vocabolario è letteralmente zeppo di PAROLE PRIMARIE, ARCAICHE DI DECINE DI MIGLIAIA D'ANNI. Per il tesoro che custodite, siete la gloria di noi Sardi. 
Siete i depositari del "Tesoro di Priamo".
Il fetore di troppe falsissime interpretazioni cominciò con Wagner, ed oggi ne sono piene le latrine. 
Ribellatevi!
La cancrena è voluta, è mortale, non vi dà scampo! 
Siete prigionieri di tanti "intellettuali" i quali alla loro morte - come diceva Leonardo da Vinci - lasceranno soltanto latrine zeppe di merda!
Strappiamo la maschera al perbenismo del Wagner!
Prof Salvatore Dedola.

La sardegna è bella così come è, e senza le intrusioni esterne, compiute nel corso dei secoli, anche in ambito culturale e linguistico, sarebbe ancora più bella.


E' paradossale il fatto che tutti quelli che frequentano l'isola, e che dicono di amarla, avrebbero le giuste soluzioni per renderla ancora migliore, tralasciando il fatto che si trovano di fronte ad un immenso santuario a cielo aperto che comprende la totalità del territorio isolano, e che sarebbe obbligatorio salvaguardare.
Ci penseremo noi Sardi, una volta liberi, forti delle competenze di eccellenze Sarde in qualsisi campo, a valorizzare questa terra e la sua straordinaria unicità culturale. 
Da una parte visitatori e colonizzatori, dicono di essere ammaliati dalla bellezza della natura selvaggia, dall'altra suggeriscono modificazioni che ne diminuirebbero quella specificità.
La sardegna è bella perchè è unica, e ineguagliabile, sarebbe un obbrobrio adottare soluzioni copiate dall'esterno, modelli culturale e di sviluppo, che nulla hanno a che vedere con la specificità della nostra terra.
Il fatto è che molti Sardi sono affetti dalla teoria che il colonizzatore spesso adotta: sminuire tutti i fattori unici della nostra nazione, a vantaggio di modelli esterni palesemente inferiori, o inadeguati.
C'è stato chi ha prospettato uno sviluppo industriale, e i politici locali, evidentemente ben foraggiati, lo hanno adottato, sradicando pastori e contadini dal contatto con la loro madre terra, per diventare degli anonimi operai.
C'è chi prospetta modelli di turismo importati, che non tengono conto del fatto che l'ambiente non va stuprato, e che il territorio e la cultura sarda mal sopporterebbero stravolgimenti massivi.
Nessuno afferma che non sia necessario costruire strutture ricettive, ma esse devono necessariamente risultare pressochè "invisibili".
Nessuno afferma che la nostra cultura e la nostra lingua non debbano confrontarsi e misurarsi con altre realtà, ma ogni popolo, se è un popolo, ha il dovere morale di preservare le proprie specificità e le proprie eccellenze attuali e pregresse.
Qualcun altro vorrebbe rendere l'artigianato sardo più produttivo, suggerendo tecniche vagamente industriali che lo snaturerebbe.
Qualcun altro suggerisce di confezionare e produrre le nostre eccellenze alimentari, in maniera altamente meccanizzata.
Quando poi si impongono tecniche agricole, forestali e pastorali, in ossequio all'altra matrigna europa, si rasenta il ridicolo.
Qualcuno, indegnamente foraggiato dalla regione sardegna, vorrebbe snaturare la nostra lingua, appiattirla secondo codici voluti dalla globalizzazione imperante, dal mondialismo più sfrenato che tutto appiattisce, che tutto snatura.
Noi siamo quello che siamo, abbiamo bisogno di suggerimenti, ma non di imposizioni, se la nostra terra e la nostra cultura sono bellissime, e particolari, è perchè la gente Sarda è riuscita a conservarla e a rispettarla più che altrove.
Noi siamo quello che siamo, con i nostri pregi e i nostri difetti, siamo così perchè lo abbiamo voluto, e nessuno deve variare con alcun artificio la nostra predisposizione alla ruralità.
Nessuno deve stuprare la nostra lingua ancestrale.
Se non esistessero eccellenze come il professor Dedola, che sta trasferendo, sotto il profilo socio linguistico, orgoglio di popolo per la nostra lingua, il compitino assegnato a quei personaggi foraggiati dalla regione, sarebbe ben più agevole.
Non vogliamo che la cultura italica e globalizzante, inquini la nostra idea di società umanistica, abbiamo insegnato al mondo a comunicare, commerciare e legiferare, non abbiamo bisogno di nessuna teoria della minorità, non abbiamo bisogno di nessuna lingua comune imposta, noi siamo noi, e ci vantiamo di essere come siamo, voi non potrete mai capire la nostra filosofia di vita, se non ci apprezzate, e non amate la nostra terra.
Dovreste smetterla di considerarci minori, sappiate che abbiamo tanto da insegnarvi, e invece paradossalmente succede il contrario.
Succede che modelli di vita e di società indegni per gli esseri umani, prendono il sopravvento su una cultura millenaria che ha dimostrato di potersi gestire in maniera etica senza problemi.
E ci sono persino sardi (stavolta minuscolo)contenti di assorbire paradigmi esterni, rifiutando quelli della propria nazione, lascio a voi il compito di definire quel genere di sardi.
©marianoabis

https://jolao77.blogspot.it/2016/08/una-poesia.html

https://jolao77.blogspot.it/2016/08/nenias.html


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